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           SHORTCOMING (2014)

                            Installation 110x70 cm 


Silk jacket-skirt embroidered Maison Gianfranco Ferrè

 

 

Shortcoming 1 manchevolezza f., difetto m. 2 (deficiency) deficienza f., mancanza f.

 

L’installazione è un esplicita ed ironica critica al fashion system. L’installazione mostra un capo di archivio della maison a terra svuotato dal corpo che prima lo indossava ; il corpo mancante impersonifica la storica maison ormai chiusa da tempo. 

 

This installation is a clear and ironic critique of the fashion industry world.The installation shows an archive clothing item of the brand on the floor, depleted of the body that animated it before; a woman body who personifies the historic brand that has now been closed.

           TO REACH YOU (2015)

                            Installation 94X94 cm 


                          Wood-ceramic tiles-glue

 

 

Usando il legno come elemento di unione naturale, l’artista cerca di colmare metaforicamente il vuoto dell’ incomunicabilità. Le strisce bianche sono realizzate con vecchie mattonelle di ceramica biancha non fissate alla base ma solo appoggiate sul legno. Mediante questo processo l’artista vuole rappresentare gli equilibri fragili e precari che si instaurano in una comunicazione verbale e non dietro un dispositivo elettronico.

 

 

Using wood as an element of natural union, the artist tries to metaphorically fill the void of non-communication. The white stripes that evoke a safe passage are made of old ceramic tiles which are not fixed to the wood but just endorsed. Through this process the artist wants to represent the weak and uncertain balance established in a verbal and non-verbal communication behind an electronic device.

           AT THIS D-A-Y (2014)

                               Installation 


             Sound video-projection 1’36 loop

 

 

Esplorando ulteriormente il concetto di corridoio come metafora dell’esistenza, l’artista accosta l’immagine del Corridoio alla catwalk . Il video è una denuncia al concetto di Tempo nella società contemporanea. Realizza così At this D-A-Y una video-installazione sonora.Le immagini mostrano sfilate di diverse maison accelerate, in un susseguirsi di frame nervosi. I suoni che si propagano sono echi metallici e dissonanti. Il video pone lo spettatore di fronte alla realtà metropolitana portandolo a interrogarsi sul tema del Tempo- Vita di ciò che alla fine rimane. Il fustino della Dash degli anni ’70 , che ritorna in altri lavori dell’artista, è il segno di come il passato, se importante cancella tutti i segni superficiali e veloci del presente .

 

By a further exploration of the concept regarding the corridor as a metaphor of life, the artist compares the image of the corridor to the catwalk.The video is a complaint to the concept of time in contemporary society.The video show an accelerated catwalk of different maison . The images are a series of nervous frames and sounds that transform themselves into metallic and dissonant echoes.The video exhibit to the audience the metropolitan reality, making them wonder about time-life and what remains in the end.The Dash carton 1970, which is used by the artist in other work, is a symbol of how the past, if worthy deletes every superficial and quick signs of the present time.

 

Link video youtube https://www.youtube.com/watch?v=jMWctS_rKlI&feature=share

 

 

           ASTRACANE (2013)

                           250x130cm 


                   Digital print on silk

 

 

...“Sé la società è un fazzoletto di tessuto con usi e costumi ben delineati e secondo il principio in cui l’uomo ha un bisogno di appartenenza intrinseco e istintivo allora mi vesto della società per entrare in essa, coprendo la mia pelle con un'altra pelle.”  Le stampe sono un CAMUFLAGE CULTURALE L’artista digitalizza le pelliccie di volpi e astrakan e le ristampa sulla seta creando stampe dall’effetto trompe-l’oil .

 

 

…“If our society is a “piece of fabric” with well-defined customs and traditions and man has an inherent and instinctive need to belong, then I wear the society in order to be part of it, covering my skin with another skin”. The prints are a CULTURAL CAMUFLAGE. The artist scans fox and astrakhan furs and prints them on silk, creating trompe-l’oeil-effect prints.

           MANIFESTO INDIPENDENTE (2015)

                             Photographs 200x100 cm 

 

                Photographer Giovan Battista D'achille


             

 

 

Manifesto indipendente è un lavoro fotografico realizzato durante l’installazione At this D-A-Y.L’artista inserendosi nel campo d’azione dell’opera, inizia un personale dialogo con l’istallazione dando vita così a una performance documentata con scatti del fotografo Giovan Battista D’achille. Ciò che emerge è un racconto autobiografico, puro, libero e improvvisato.Raffiorano così ricordi personali in cui in cui risate, urli, parole, silenzi e danze si alternano in fragili equilibri.

 

Manifesto indipendente is a photographic work carried out during the At this D-A-Y installation. The artist, becoming part of the artwork scene, starts a personal dialogue with the installation, thus creating a performance documented by pictures taken by photographer Giovan Battista D’achille.The result is an autobiographical, pure, free and improvised story where personal memories emerge and laughter, screams, words, silences and dances alternate in a delicate balance..

           INNER (2010)

                                      50X40 cm 


            China, Etching reproduction on silk gaza

 

 

Inner è un pannello di gazar di seta grigio su cui l’artista riproducendo la tecnica dell’acquaforte, traccia piccoli segni veloci che vanno a comporre una figura astratta.L’opera impersonifica i pensieri, le connessioni, gli scambi di energia, i flussi di pensiero dell’individuo sopra il tessuto sociale.

 

Inner is a dust grey silk gazar panel on which the artist, by reproducing the etching technique, draws small quick marks that form an abstract figure. The artwork embodies the individual’s thoughts, connections, energy exchanges and thought flows over the society fabric.

           ONSTAGE (2014)

                            Installation 250X260 cm 


                       Leather-wooden frames-nails

 

 

Due lembi di pelle nella loro cruda morfologia sono inchiodati ad assi di legno , cornici esistenziali.Immagine di schemi imposti a cui sottostare per rimanere in scena.Condizionamenti coercitivi sull’individuo. L’opera impersonifica l’impossibilità di una libera scelta dovuta ai condizionamenti esterni che la società esercita in maniera coercitiva sull’individuo.

 

Two leather flaps in their raw morphology are nailed to wooden planks. Imege of imposed patterns to which individuals are submitted in order to remain on the stage. Imposes coercively on individuals.This artwork aims to represent the impossibility of a free choice due to the influence that society

           ARE YOU AFRAID OF THE LIGHT (2015)

                         42X30 cm 


             Laser-printed calfskin

 

 

Una messaggio laserato su un pannello di pelle.

 

Are you afraid of the light?

 

Il testo apre un varco di luce attraversando l’ipotetico corpo che abita l’opera.

 

 

A message is laser-printed on a leather panel.

 

Are you afraid of the light?

 

This message makes a breach of light through the body that lives in the artwork.

IF I HAD A BLACK BLADE (2014)

                            Installation 350X370 cm 


                                  Leather-Strings

 

 

If I Had a Black Blade è una coreografia spaziale. Le pelli bovine divise in parti sono appese ai ferri del vecchio granaio.Come marionette sospese e legate da corde di canapa, gli elementi appaiono svuotati e inermi. Seppur vicine gli elementi sono divisi come da dchermi immateriali.  L’energia che si scaturirebbe dal loro ri-incontro è annullata da questa distanza apparentemente incolmabile, gli elementi rimangono come in attesa in un tempo sospeso, in balia degli eventi, in attesa che la vita ritorni ad animare queste anime desolate e sole.

 

 

 

If I Had a Black Blade is a spatial choreography. The lethers are divided in parts, is hung on the old barn tools.The elements appear lonely, empty and helpless, suspended and tied to hemp ropes like marionettes. Even though the elements are close to each other, it seems like they are divided by a screen.The energy that would burst if they met again is nullified by this apparently immense distance. The elements remain in a state of suspension, at the mercy of events, waiting for life to revive these desolate souls.

 

 

      IF I HAD A BLADE (2014)

                            Installation 220X200 cm 


                                   Leather-Strings

 

 

If I Had a Blade è una coreografia spaziale creata dentro lo studio dell’artista. Questa installazione è il primo step del processo di trattamento della pelle prima della performance Agape. La pelle bovina divisa in due parti è appesa ai ferri del vecchio granaio. Come due marionette sospese e legate dalle corde di canapa, gli elementi appaiono svuotati e inermi. Seppur vicine gli elementi sono divisi come da uno schermo immateriale . L’energia che si scaturirebbe dal loro ri-incontro è annullata da questa distanza apparentemente incolmabile, gli elementi rimangono come in attesa in un tempo sospeso, in balia degli eventi, in attesa che la vita ritorni ad animare queste anime desolate e sole.

 

 

 

If I Had a Blade is a spatial choreography created in the artist’s studio.This installation is the first step of the leather treatment process before the Agape performance.The cow skin, divided in two parts, is hung on the old barn tools.The elements appear lonely, empty and helpless, suspended and tied to hemp ropes like two marionettes. Even though the elements are close to each other, it seems like they are divided by a screen. The energy that would burst if they met again is nullified by this apparently immense distance. The elements remain in a state of suspension, at the mercy of events, waiting for life to revive these desolate souls.

 

      SENZA TITOLO I (2015)

                            Installation 157X160 cm 


                  Oil-painted leather treated with fire.

 

 

Dalla performance Agape, 2015.

Come un Totem la pelle è inchiodata al muro, maestosa e potente, divisa a metà e presenta un buco al centro evocatrice dello spazio del cuore. Le macchie di colore, cristallizzate dal fuoco divengono cicatrici tridimensionali e porose, queste croste di colore come una corteccia sulla pelle, raccontano storie di vissuti, come se si trattasse di racconti personali tra due individui, la cui affinità spirituale e la connessione è talmente profonda da emergere destinando a rimanere testimonianza dell’Agape.

 

 

From Agape performance, 2015.

The leather is nailed down the wall, majestic and powerful like a Totem, it has been divided into half and presents a hole in the middle that evokes the heart space. Colour stains, crystallised by the fire, become three-dimensional and porous scars. These colour scabs, like bark on the skin, tell us stories about the past, as if they were personal stories between two individuals, whose spiritual affinity and connection is so deep that it emerges, remaining testimony to Agape.

 

           MR. SAM BARTOLOME IN LOVE (2013)

                            Installation 176X170 cm 


             Cashmere padding-cotton gauze-nails

 

 

Il titolo dell’opera deriva da San Bartolomeo martire cristiano.

A causa del supplizio a cui sarebbe stato condannato lo Scorticamento, lo si vede spesso raffigurato con la sua pelle tra le mani.Nella storia il popolo degli Assiri usavano scuoiare i nemici e affliggere la loro pelle sulle mura come monito per i nemici.L’opera realizzata con imbottitura di cashmere e garza di cotone vuole mostrare il sentimento di abbandono e solitudine dopo la fine di un Amore.Il cashmere, vello caldo che prima proteggeva e confortava viene strappato, ciò che rimane è solo un sottilissimo strato, come precaria protezione del corpo.

 

 

 

The title of the artwork derived from San Bartolomeo, Christian martyr.

Because of the flaying tortures he had to endure, he is often portrayed with his skin in his hands. In the course of history, the Assyrians used to flay the enemies and affix their skin on the wall as a warning for enemies.The artwork made of cashmere padding and cotton gauze wants to show the feeling of abandonment and loneliness after the end of a Love.Cashmere, that warm fleece that used to protect one’s skin is torn, only a very thin layer is left as uncertain body protection.

           BRICK MIGDALA (2015)

                            11X11 cm 


             Leather-wood- black ink

 

 

Brick

Un mattoncino di pelle rossa. Una scritta a china nera _ Migdala e un codice di numeri che si intersecano.Migdala o Amigdala strutture limbiche delle nostre emozioni. Senza di esse l’uomo sarebbe incapace di provare e riconoscere ogni tipo di sentimento.La forma allude alla capacità di “costruzione” se c’è cooperazione tra gli esseri umani.

 

Brick

A small brick made of veined red skin.An Indian ink _ Migdala writing and a number code that are intersected. Migdala or Amigdala are limbic structures of our emotions.Without them, man would be unable to feel emotions and recognise feelings. The form represents the ability of construction if there is cooperation among human beings.

           TWO (2015)

                 Installation   100X5 cm 


             Wooden drumsticks-colour

 

 

L’opera si ricollega a una memoria d’amore.

Le bacchette in posizione raffrontata evoca l’immagine di un incontro tra due persone. ll rosso misto al giallo e viceversa.Ora in questo stato di immobilità apparente, le bacchette sono legate e tenute sospesi da fili trasparenti, in una sorta di incantesimo che gli impedisce di toccarsi , di ricominciare a suonare.

 

 

This artwork can be linked to a love memory.

The drumsticks are facing each other and remind us of a meeting between two people.Red is mixed with yellow and vice versa.In this state of apparent stillness, the drumsticks are tied to transparent strings and suspended in the air in a way that they cannot get close, touch each other, produce energy or start playing again.